La Gnosis come Conoscenza iniziatica

Vogliamo iniziare con un’ampia considerazione sulla parola Gnosi, che deriva dal greco “Gnosis” che significa letteralmente Conoscenza, ma non, come s’intende nella cultura moderna e profana, “cultura”, conoscenza di tipo intellettuale, bensì come la sperimentazione personale ed operativa delle Leggi Universali, attraverso la Conoscenza di Sè stessi. Crediamo che stabilire con esattezza il significato e le conseguenze storiche e spirituali della parola “Gnosi“, giungendo dunque a parlare propriamente di Gnosi massonica, sia premessa necessaria per sviluppare correttamente il pensiero e gli assunti contenuti in questo scritto. Mettere in pratica la Gnosis vuol dire operare per essere in Armonia con tutto il Creato, con Sapienza consapevole, sapendo di esserne parte privilegiata.

Quindi la Gnosi è rappresentazione di una Sapienza Universale che si perde nella notte dei Tempi, nel “Non umano”, come dice Guénon, e dunque destinata a non scomparire mai. La Gnosis è la Conoscenza pervenuta al Sapiente per vie divine o sapienziali. Lo gnostico era, in epoca antica, il Sapiente, appunto, colui il quale possedeva la conoscenza per averla ricevuta direttamente da una rivelazione degli déi. La Gnosi, che secondo Clemente Alessandrino è frutto di pura intuizione, attraverso la quale si giunge alla rivelazione di verità divine, ci insegna “chi fummo, che cosa siamo  diventati, dove eravamo, dove siamo stati gettati, verso quale meta ci affrettiamo, da che cosa siamo stati riscattati, cos’è la generazione, cos’è la rigenerazione”.

La via principale per giungere alle “intuizioni” di cui stiamo parlando, è sempre stata considerata quella esoterica, cioè una via che tende alle radici profonde della nostra conoscenza e delle nostre civiltà: lo studio e la vivificazione dei simboli che, dalle Antiche Civiltà ad oggi, hanno formato l’Umanità migliore. Parliamo di Antiche Civiltà poste molto indietro nel tempo: soprattutto, ma non solo, dell’eredità giunta ai Greci dei Misteri Gnostici degli Antichi Egizi, manifestatisi nei Culti Misterici, tanto in Egitto quanto in Grecia, come ritualità riservata a pochi Iniziati, avente come obbiettivo l’”Estasi Divina” o “unione diretta con il Divino”.

L’influenza della cultura gnostico-iniziatica permeò tutta la futura civiltà occidentale, generando le arti, le scienze e le filosofie, come Etica del Bello, del Buono e del Vero. Solo la GnosiConoscenza poteva ritenersi Divina (da qui il ripudio degli gnostici per il “Dio della Bibbia” (e non solo) e la loro preferenza verso una figura allegorica, quella del Serpente, (Uròboros, simbolo esoterico di Conoscenza e quindi anche di Redenzione dai peccati, primo fra tutti quello dell’ignoranza). Questo portava rischi nella conduzione politica degli Stati che, ovviamente, era più gestibile facendo leva sull’ignoranza e sugli animi plagiabili di un popolo incolto (ma oggi forse non è ancora così?).

Il Concilio di Nicea, la Gnosi eretica e i Rex Deus

Con il Concilio di Nicea del 325 d.C., proclamato dall’Imperatore Costantino, la Gnosi fu dichiarata eretica e si decretò la fede cattolica quale unica religione dell’Impero romano. Qualsiasi tipo di conoscenza e di progresso interiore, inteso iniziaticamente come “attivo” e non adorantemente “passivo”, fu ostacolato, addirittura perseguitato (vedremo nei secoli susseguirsi persecuzioni contro la magia, la negromanzia, l’alchimia e qualsiasi conoscenza “altra”, con il proliferare di tribunali regali e papali, poi la Santa Inquisizione ecc.). Fu così che gli Gnostici, seguaci della Gnosi, dovettero entrare in clandestinità e così fecero anche coloro che si richiamavano agli insegnamenti iniziatici di Jeshua (Gesù) – l’Esseno – detto “Il Cristo”, i quali presero il nome di Rex Deus. Tra questi gruppi, che rimasero comunque sempre in contatto tra loro, vi era un patto preciso e segreto: quello di tornare nella Città Santa per recuperare ciò che i loro progenitori gnostici, gli antichi Sacerdoti, avevano lasciato sotto alle rovine del Tempio, nei labirinti sotterranei e nel Sancta Sanctorum. Dei Rex Deus – che all’apparenza continuarono a praticare il cattolicesimo – fecero parte le più grandi famiglie nobiliari del Medioevo fra cui i Reali sassoni d’Inghilterra, i Capetingi di Francia (che rivendicarono la loro discendenza diretta da Maria Maddalena – sposa del Cristo – e da Gesù stesso), ed i St. Clair di Rosslyn (la stirpe che fece edificare la “misteriosa” Cappella di Rosslyn).

La Gnosi templare

Da qui la discendenza prima dai Templari, poi da vari gruppi iniziatici, fino a giungere alla “Gnosi massonica”. Per i Templari la discendenza gnosticasapienzale passò per una visione messianica Giovannita. La saggezza eretica Giovannita si manifestò soprattutto negli altissimi vertici dell’Ordo che vissero una specie di ulteriore Iniziazione “super segreta” che identifica il Messia non con Gesù, ma con Giovanni Battista, pur non rinnegando Gesù se non nell’apparenza di ritualità mal comprese e troppo spesso mal eseguite. Secondo la tradizione “eretica”

Giovannita c’erano due Messia o Prescelti: Giovanni, il Messia Sacerdote, e, con altre funzioni cosmiche, seppur un gradino sotto al Battista, Gesù, il Re Messia incarnato: “I Templari avevano due dottrine: una era celata e riservata ai leader,  essendo quella del Giovannismo, l’altra era pubblica, essendo la dottrina cattolica romana… Solo i capi conoscevano lo scopo dell’Ordine che i subalterni seguivano senza diffidare.” (Eliphas Levi, “Storia della Magia”). Dai documenti e dalle confessioni dello storico processo ai Templari si può affermare che i Cavalieri fossero Giovanniti e venerassero Giovanni Battista molto più profondamente che un Gesù considerato più dal punto di vista exoterico. Inoltre, da Giovanniti, poterono far parte di una Gnosi comprendente ritualità iniziatiche culminanti con rivelazioni sui significati profondi dell’Universo e dell’Uomo. Il Conte Sinclair, costruttore della Cappella di Rosslyn (Ros-lyn, in antica lingua gallica significa: “antica conoscenza tramandata di generazione in generazione”), si considerava un protettore e custode della saggezza gnostica Templare: William Sinclair era un Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese, in quanto discendente diretto dei Templari fuggiti dalla Francia e che più tardi fecero della Scozia la loro patria. Secondo alcuni discendenti, piuttosto del rischio di morire facendosi scoprire i segreti gnostici in suo possesso, il conte William li murò all’interno del suo edificio di pietra. Forse William Sinclair sapeva che proteggendo i Segreti delle famose cinque casse in suo possesso – segreti che provavano che i Templari erano gnostici ed eretici Giovanniti – proteggeva il più grande segreto templare: il Baphomet dei Templari era la Testa  decapitata di Giovanni il Battista, il “Messia” della tradizione Giovannita. Questo spiegherebbe il culto estremo che i Templari attribuirono alla “testa” (mascherato sotto il culto del Baphomet). Secondo i Templari la testa possedeva un potere speciale in grado di far germinare la terra, fiorire gli alberi e trasmettere potere ed energia ad un corpo. Questo potere, chiamato in Occidente, con termine poi usato più superficialmente, di Spirito Santo è lo stesso potere di Giovanni Battista nella la sua vita terrena. Il Segreto del Graal per i Templari è presumibile fosse questa Sacra Reliquia.

Le Corporazioni muratorie medievali

Un’altra corrente gnostica che influenzò i Templari fu quella dei Sufi islamici, partecipanti attivamente alla costruzione del Tempio di Salomone, simbolo base della moderna Massoneria. I culti misterici dei Sufi e l’esoterismo Giovannita, defluiti nelle Conoscenze dei Templari, si unirono con le pratiche iniziatiche delle Corporazioni muratorie medievali, tra loro i cosiddetti Figli di Salomone, iniziati alla geometria sacra, che fu alla base della costruzione delle più importanti Cattedrali gotiche, fra cui quella di Chartres, Rheims ed Amiens, così ricche di simbolismo gnostico, che servì appunto agli Iniziati per tramandare la Tradizione. La stessa già citata Cattedrale di Rosslyn, più tarda, è piena di simboli gnostici confluiti nella Libera Muratoria. La testa di Ermete Trismegisto (Giovanni Battista?), i Compassi Massonici all’esterno della Cappella, il Baphomet e addirittura un Cavaliere templare che guida un uomo bendato tirandolo con una fune, simbolo evidentissimo di una proto iniziazione massonica. E ancora i tre pilastri interni alla Cappella che indicano rispettivamente i tre gradi della Massoneria: quello dell’Apprendista, del Compagno d’arte e del Maestro (certo i riferimenti al cristianesimo, nella Cappella di Rosslyn, sono assai pochi e secondari). E’ singolare, ma forse non troppo,  che quella che fu la conservazione della Gnosi antica, sopravvissuta alla “violenza” di Nicea, fu mantenuta in vita, celata nel simbolismo proprio delle Cattedrali gotiche cristiane, consacrate ad un Messia “esteriore”, Grande Iniziato agli Antichi Misteri.

La Gnosi Massonica operativa

La Gnosi massonica è dunque la depositaria principale della tradizione gnostica tramandata di generazione in generazione, attraverso vari canali.

Possiamo quindi dire che le origini della Massoneria sono ben più antiche rispetto a quelle che la fanno risalire al 1717, quando fu fondata la Gran Loggia d’Inghilterra presso la “Taverna dell’Oca e della Graticola”. Abbiamo infatti potuto descrivere come la sua millenaria storia si fonda e a tratti si confonda con le millenarie Tradizioni: egizia, greco-romana, giudaico-cristiana, alla luce delle loro conoscenze gnostiche e misteriche. E’ grazie allo gnosticismo e dunque ai “primi Massoni“, se si è battuto l’oscurantismo medievale per giungere al Rinascimento con una ritrovata ricerca del progresso scientifico e della Conoscenza. Ma questa “Gnosi massonica“, nella storia, non rimase chiusa sotto chiave nei Templi, lontana dalla storia e dall’organizzazione sociale dei popoli. Pensiamo ad esempio all’opera di massoni quali Isaak Newton, noto alchimista e uomo di scienza e cultura, attivo nel fondare la Royal Society per la promozione della scienza scevra da dogmi, Royal Society che influenzò tutta la cultura d’occidente e, di conseguenza non secondaria, la politica e la storia non solo del pensiero. La Massoneria, una volta costituita ufficialmente nel 1717, si diede delle regole o Landmark che fra gli altri stabilivano che nelle tornate rituali non si sarebbe potuto parlare né di politica né di religione e ciò per evitare divisioni fra i suoi membri. Ma sappiamo bene come vi furono grandi uomini politici che militarono nelle file massoniche. Ciò, ad ogni modo, significa che la Massoneria influenzò la politica, ma non, come potrebbero pensare i soliti denigratori, con interferenze lobbistiche e di parte, come fanno alla luce del sole i partiti politici, bensì con la sola forza dei suoi contenuti etici, della sua Gnosi, appunto, che, forgiando uomini di livello iniziatico, offriva alla società civile il meglio della cultura e dell’etica (almeno così doveva e dovrebbe essere), uomini, come dice il rituale, “liberi e di buoni costumi“, impregnati di una Gnosi che per definizione è Conoscenza spirituale “superiore”. L’azione nel sociale, nella storia dei popoli fu potentissima e fondamentale.

Gli Stati Uniti d’America

La Storia degli Stati Uniti d’America è intimamente legata alla massoneria e, risalendo nel tempo, ai Cavalieri Templari e, quindi, al Tempio di Salomone e all’architetto “mitico” Hiram Abiff. A tal proposito i Templari sognavano una “Nuova Gerusalemme” e quale occasione migliore di una terra vergine, semi inesplorata, una terra senza re, baroni, conti e marchesi da “forgiare” alla luce della Fratellanza?  Ecco perché gli Stati Uniti d’America e il Canada rappresentano, per i discendenti Templari, una nuova Terra promessa, una Nuova Gerusalemme dalla quale ripartire e nella quale ritrovarsi.  L’America è erede logica della Tradizione templare, e quindi giudea, e quindi egizia, e dunque della Gnosi massonica. E’ di fondamentale importanza storica rammentare come la Costituzione degli Stati Uniti d’America, che è la più antica Costituzione statuale esistente, sia stata creata e redatta su principi indiscutibilmente massonici: a partire dal concetto secondo cui tutti gli uomini nascono eguali nei diritti fondamentali, e che un governo ha autorità solo se ottiene il consenso del popolo. Tutta l’unione degli Stati Uniti d’America fu un’immensa “Tavola massonica” sviluppata da Massoni operativi i quali, con la forza della loro Gnosi, che li rendeva indissolubili nel giuramento reciproco, svilupparono nel mondo manifesto, nel sociale, nella politica, dunque, una delle più grandi imprese dell’ uomo moderno: la creazione dello Stato più politicamente importante e potente del mondo. I Padri fondatori degli Stati Uniti d’America furono massoni, Iniziati “operativi“, che vollero imprimere quanto di buono la Tradizione gnostica dei Rex Deus, dei Templari, dei Costruttori, aveva loro trasmesso. Di certo George  Washington, altri 8 firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza, molti Generali (circa 33 su 74) e Benjamin Franklin erano affiliati alla massoneria. Franklin Delano Roosvelt è stato Presidente degli Stati Uniti d’America ( per ben 4 volte ) e, come molti altri, massone di altissimo grado. La città di Washington presenta, congiungendo diversi importanti punti della città, delle geometrie che sono un messaggio per gli Eletti, per chi sa e per chi capisce la Gnosi massonica. Gli Stati Uniti d’America sono stati la prima vera vittoria “esterna” della massoneria.

Relativamente a Washington c’è anche una cazzuola massonica, la “Cazzuola  Washington“. La posa della prima pietra del Campidoglio degli Stati Uniti d’America avvenne con manifesti Riti Massonici il 18 settembre del 1793. Poiché il territorio era situato all’interno della giurisdizione massonica della Gran Loggia del Maryland, la cerimonia fu celebrata sotto gli auspici di quella stessa Gran Loggia con il Ven.mo Joseph Clark in qualità di Gran Maestro Pro Tempore. Il Ven.mo Fratello presidente George Washington presenziò alla cerimonia, assistito dal Ven.mo Fratello Clark, dal Ven. Fratello Elisha C. Dick, Maestro della Loggia Alexandria No. 22 della Virginia, nonché dal Ven. Fratello Valentine Reintzel, Maestro della Loggia del Maryland No. Quella storica e rituale cazzuola è stata usata per posare la prima pietra di vari monumenti:  è stata usata per posare la prima pietra dello Smithsonian Istitute, del Monumento a Washington, della Corte Suprema degli Stati Uniti, dell’edificio del Dipartimento del Lavoro, dell’edificio del Dipartimento dell’Interno, dell’Edificio Poste Centrali degli Stati Uniti, dell’Edificio del Dipartimento di Stato, della Saint Paul’s Church, del Tempio massonico di Detroit, della casa del Tempio del Rito Scozzese, della Loggia Elmer Timberman n°. 54, della Chiesa Metodista nel Vermont, e tanto, tanto altro ancora. Partendo, come si è detto, ovviamente, dal Campidoglio.

Per la massoneria dell’epoca, Washington e Montreal furono la Nuova Gerusalemme.

La Rivoluzione francese

La massoneria ebbe poi molta parte anche nella Rivoluzione Francese, si potrebbe ben dire che con Washington in America i massoni fecero le prove generali, ma la vera grande partita si giocò nell’ Europa. Sulle relazioni fra Massoneria e Rivoluzione Francese si è discusso a lungo. Nello stesso ambito dello Scozzesismo troviamo la convivenza, negli stessi uomini, di una Massoneria Scozzese dedita a studi filosofici, a ricerche “esoteriche” profonde, a esperienze mistiche, e di una Massoneria Scozzese che, sul filone del templarismo, si prodiga di attiva operatività nella costruzione di una nuova società civile. L’attività “speculativa” non impedì mai a quegli Iniziati di essere anche socialmente operativi, agenti attivamente sui destini dei popoli come compito obbligato della Sapienzialità magistrale iniziatica. A volte, nella Saggezza delle Logge, alcuni uomini venivano indirizzati, secondo la natura della propria “pietra”, più in un senso che in un altro, e questo è profondamente massonico, ma nessuno si asteneva dal coltivare, al massimo delle proprie possibilità, lo studio esoterico, ai vari livelli,  e l’operatività, sociale e politica, altrettanto ai massimi livelli, nel mondo profano; anzi l’operatività “esterna” spesso serve per essere poi trasformata, come simbolo vivente, “sub specie interioritatis”, per la propria edificazione personale e interiore. Questo agire congiunto tra “interno” ed “esterno” fu la forza iniziatica di quegli Uomini Eletti. La Rivoluzione Americana e

La Rivoluzione Francese ebbero nella Massoneria, nella Gnosi massonica, il loro contatto ideale, anche se poi le cose in Francia finirono, purtroppo, diversamente che negli Stati Uniti. Beniamino Franklin (1706-1790) inviato in Francia da tredici Stati del Nord America, fu scelto per succedere a Lalande nella direzione della Loggia Parigina “Les Neuf Soeurs“. Questa Loggia, fra le molte allora operanti a Parigi, si era particolarmente distinta per la sua azione “politica” intesa alla democratizzazione della società con la limitazione del potere assoluto del Sovrano, azione che si sarebbe poi concretizzata con la Convocazione degli Stati Generali. Gli eventi del 1789 segnarono un momento esaltante per i Liberi Muratori “dei due emisferi”, momento fatidico della civiltà occidentale, tanto che da quella data si fa emblematicamente iniziare l’età contemporanea. Mentre in America, il 30 aprile, il “Fratello” George Washington, quale primo Presidente degli Stati Uniti d’America, prestava giuramento sulla Bibbia della Loggia “St. John n° 1” di New York, in Francia, il 14 luglio, il popolo di Parigi assaliva e radeva al suolo la Bastiglia, emblema dell’assolutismo sovrano. La presa della Bastiglia, profetizzata quattro anni prima da Cagliostro, suscitava in Europa entusiasmi di libertà e democrazia a lungo agognati. Un mese dopo, il 26 agosto, vedeva la luce la “massonica” “Déclaration des droits de l’homme et du citoyen“. A Vienna, nel 1791, si rappresentava il “Flauto magico” del “Fratello” Mozart, su libretto del “Fratello” Schikaneder, il cui forte simbolismo massonico rappresenta il trionfo della Verità sulle tenebre dell’oscurantismo.

Ma ben presto gli sviluppi rivoluzionari avrebbero travolto il mondo massonico.

Proibite in Francia al tempo della Convenzione, a partire dal 1792-93 le Logge chiudono una dopo l’altra. Gran parte dei massimi esponenti della Massoneria furono ghigliottinati dai Giacobini. Delle oltre 600 Logge operanti in Francia alla vigilia della Rivoluzione, solo poco più di una decina restarono operanti tra il 1795 e il 1796.

La Rivoluzione Francese era stata un grande movimento generato dalla Massoneria e da essa preparata da tempo, ma proprio i Massoni e l’Istituzione massonica ne furono le prime vittime. Le conseguenze non si fecero attendere in Italia, dove la Massoneria, peraltro, già si trovava in una situazione difficile, bandita dal 1783 in Piemonte, dal 1785 a Venezia. Dopo la presa della Bastiglia si diffuse tra i regnanti assolutistici la convinzione che il movimento sovversivo avesse come capo occulto Luigi Filippo d’Orlèans, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia. In questo stato quasi isterico di paura, cominciarono a fioccare arresti e scomuniche contro i gruppi di “liberi pensatori” liberali che si identificavano con le Logge Massoniche.

Agli occhi delle autorità pontificie, dopo la distruzione della Bastiglia del 14 luglio, un personaggio in vista come Cagliostro appariva come uno dei capi di quella Massoneria che tramava per la caduta dei troni e dell’altare. Venne così sciolta l’ultima Loggia ancora operante in Italia, quella romana che si voleva identificare con Cagliostro. La storia del processo è nota, come sono note le deposizioni preconfezionate fatte fare a Cagliostro per dare all’opinione pubblica un quadro palesemente distorto della Massoneria, come il più grande nemico dello Stato e della Chiesa. Il collegio giudicante, dopo un processo che sarebbe durato fino all’aprile del 1791, condannò a morte sul rogo il Libero Muratore Cagliostro, pena che il Pontefice mutò nell’ancor più spietata carcerazione perpetua da scontarsi in fortezza. La detenzione di Cagliostro nel forte di San Leo, gli spietati maltrattamenti cui fu sottoposto sarebbe durata sei anni. Cagliostro morì qualche mese prima che a San Leo arrivasse l’armata rivoluzionaria che lo avrebbe liberato. La condanna di Cagliostro segnò la fine della fase “aristocratica” della Massoneria settecentesca e fu l’inizio di quelle paure isteriche e di quelle persecuzioni che a tutt’oggi rendono alcuni Massoni, soprattutto in Europa, timorosi e fin troppo riservati, debolmente impegnati, se non completamente disimpegnati, nell’incidenza delle sorti dei popoli. “Fare massoneria”, grazie a quelle scellerate propagande, divenne, come ancor è, sinonimo di malaffare, demonismo, mafia.

La Massoneria ebbe tanta parte anche nelle guerre d’indipendenza sudamericane e nell’indipendenza del Brasile dal Portogallo. Dopo essersi diffusa in Europa, la Gnosi massonica feconda, con le sue Energie, l’America del Nord, come si è visto, e le Americhe meridionali a dominazione iberica. Qui trovò un terreno particolarmente fertile e adatto grazie alla composizione variegata e contrastata della società latinoamericana. Il potere politico e religioso era nelle mani dei coloni provenienti dalla madrepatria; questi si arricchivano e tornavano a casa, in patria, a godersi il frutto delle loro non sempre lecite attività e non di rado della corruzione. Tenuti lontani dal potere erano i creoli, quella parte della popolazione che era di origine iberica, ma nata nelle colonie e lì residente da secoli, spesso d’alto livello economico e culturale (una vera neo-aristocrazia): questi erano in sentimento di ribellione e pieni di speranze e ambizioni. Gli indigeni e gli schiavi non avevano alcun diritto civile. È conseguente che gli avvenimenti europei, che delineavano un nuovo mondo, avessero un grande riflesso sulla popolazione creola latinoamericana, nonostante il terrore pe l’Inquisizione e la repressione. Grande eco ebbe la Rivoluzione francese e, nei decenni di lotta per l’indipendenza dalla Spagna, furono le idee della Massoneria, la sua Gnosi superiore, a scaldare gli spiriti e le menti dei sudamericani. Non fu solo nel Nord America che la Massoneria, con Washington e Franklin, ebbe un fortissimo ruolo, “governando” gli avvenimenti storici, ma anche in Sudamerica uomini come Francisco de Miranda ci dimostrano che l’indipendenza latinoamericana è figlia diretta della Massoneria. Miranda fondò logge come la “Lautaro”, dove furono iniziati molti protagonisti della guerra per l’indipendenza: Simon Bolivar e  Don José de San Martín. Ma le idee di libertà della Massoneria avevano appena terminato di dare i loro frutti nelle vecchie colonie spagnole, che anche nella colonia portoghese del Brasile i Massoni furono i protagonisti principali della nascita dell’indipendenza.

Ancora una volta la Gnosi Massonica non rimase chiusa esclusivamente nel Segreto dei Templi. La guerra d’indipendenza brasiliana vide protagonista Giuseppe Garibaldi, affiliato Massone e poi Gran Maestro della Massoneria Italiana; colui che è conosciuto come il “Patriarca dell’indipendenza” brasiliana dal Portogallo, Jose Bonifacio De Andrade, fu un Fratello, membro influente del ”Grande Oriente del Brasile”. Al momento della dichiarazione dell’ indipendenza, Dom Pedro de Bragança, suo autore, era il Gran Maestro della Massoneria del Brasile. Anche Padre Diogo Antonio Fejo, personaggio di rilievo di quella politica che consentì al Brasile di difendere la sua indipendenza, fu membro di rilievo della Massoneria.

Anche il Risorgimento italiano ebbe un carattere massonico. Il nostro Risorgimento italiano senza l’apporto di numerosi Liberi Muratori e di società segrete come la Carboneria, non avrebbe avuto pieno compimento. La Carboneria è infatti una società segreta di derivazione massonica, anzi “filiata” dalla Massoneria. Il suo rituale è in gran parte mutuato da quello della Libera Muratoria. La Carboneria, libera associazione segreta sorta unicamente in Italia, fu la prima società segreta che direttamente si attivò al fine di liberare il nostro Paese dal giogo straniero con i celebri moti carbonari del 1820 – 21. L’humus necessario agli italiani di ogni ceto e classe sociale per sollevarsi contro l’Impero Asburgico, l’Impero di Napoleone III, lo Stato della Chiesa ed il Regno delle due Sicilie,  fu dato dalla Massoneria e dalla “filiazione” carbonara, perché le due società iniziatiche permisero a persone diversissime fra loro di incontrarsi. Nell’Ottocento italiano dialogavano liberali, democratici, radicali, moderati, monarchici e repubblicani, tutti animati da un’unica fede: quella verso il Grande Architetto dell’Universo e agli ideali di Fratellanza, Libertà ed Uguaglianza che la Libera Muratoria mutuò non già dalla Rivoluzione Francese, come qualcuno dice, a cui invece li donò, bensì dal celebre motto del conte Cagliostro. La Massoneria in Italia era stata fiorente nel settecento, e dilagante con Napoleone. In epoca napoleonica c’erano in Italia almeno ventimila Massoni. Ma proprio per il suo fortissimo legame con Napoleone fu repressa con l’avvento della Restaurazione. Sciolte le logge con la caduta di Napoleone, i Massoni italiani in parte vanno in esilio, andando a formare una forte presenza all’estero. Ma la maggior parte di essi si mette “in sonno” (un “sonno” apparente), costituendo la base di un articolato sistema di società segrete non “formalmente” massoniche, tra cui anche la già esistente Carboneria, influenzando e costituendo la parte migliore dell’ élite culturale della penisola, una reale, si potrebbe dire, “Massoneria senza logge“. Ma a partire dall’Unità d’Italia, nel 1861, i Massoni e la ricostituita Massoneria avranno un ruolo preponderante nella vita politica e culturale dell’Italia, dando vita, ad esempio, alla scuola pubblica con una lista di ministri Fratelli Massoni che comprende Francesco  De Sanctis, Michele Coppino e Guido Baccelli. La ragione di questo velocissimo risbocciare dell’Istituzione va identificata in molti fattori tra cui il mito stesso di Garibaldi. L’Eroe dei due mondi, con la sua vita nomade e avventurosa, entra in contatto con le reti principali massoniche, o massonicheggianti, di italiani all’estero e con diverse Massonerie straniere. Nello stesso tempo Garibaldi stabilisce rapporti con molte delle società segrete che mantengono viva nella penisola se non la massoneria in senso stretto, una certa mentalità e cultura massonica. Le gesta di Garibaldi in Sudamerica fanno, del rivoluzionario nizzardo, un Eroe riconoscibile al livello dei romanzi popolari tanto diffusi all’epoca. Da una parte Garibaldi rimane incomprensibile, senza il rapporto con le massonerie all’estero e le società segrete para-massoniche in Italia; dall’altra, il nascente mito di Garibaldi offre, a questi aggregati di società, un potente elemento simbolico unificante effettivamente popolare. E sarà proprio attorno e grazie al mito di Garibaldi, e anche alla sua persona, Gran Maestro di entrambe le principali Obbedienze massoniche italiane e dal 1867 Gran Maestro onorario a vita del Grande Oriente, che la Massoneria, riuscirà ad affermare in pochi anni la sua nuova grande presenza nel sociale della nuova Italia. Fin dalla sua rinascita nel 1859, attraverso il Grande Oriente d’Italia, la Massoneria ha legato la sua storia a quella del nostro paese. Pur nell’affermazione dei principi della Fratellanza universale e del Solidarismo umanitario, si sviluppò uno spiccato sentimento patriottico e di identificazione, di appartenenza al nuovo Stato unitario. Non meraviglia che le prime logge del risorto Grande Oriente pensassero di offrire la carica di gran maestro a Cavour e che, dopo la sua morte, nel giugno del 1861, larga parte di quella generazione di patrioti che aveva partecipato alle battaglie risorgimentali decidesse di aderire alla Massoneria. Tutti i maggiori protagonisti del Risorgimento furono Massoni, e Massoni tutti gli uomini insediati in posizioni di potere già nel 1860, all’alba del Regno d’Italia. Massoni di primo piano furono La Farina, Persano, Nigra (tra i più stretti collaboratori di Cavour), De Pretis, Crispi, Nicotera. Nel discorso inaugurale della loggia torinese Ausonia ci si auspica, senza la paura, anzi il terrore che queste parole genererebbero al giorno d’oggi in una qualsiasi “Officina”, in particolare italiana, che “le sorti dello Stato siano di nuovo guidate dalla mano sicura e dalla gigantesca mente del nostro illustre Fratello conte Camillo Cavour”. E’ chiaro che quelle posizioni che vogliono la Massoneria marginale rispetto alle sorti dell’Unità d’Italia, sono di discendenza fascista, influenzate dalla menzogna che doveva essere affermata per giustificare la messa al bando della Massoneria da parte del fascismo, in quanto Mussolini non era riuscito a piegarla ai suoi voleri politici e a ridurla ad elemento prezioso sotto il suo esclusivo controllo.

Quindi opinioni figlie della propaganda politica di stampo fascista. Altro che Massoneria marginale: il conte di Cagliostro utilizzava, nell’ambito delle sue Logge di Rito Egizio, nastri verdi, bianchi e rossi. Pochi sanno, infatti, che il Tricolore  italiano fu coniato proprio dal celebre Mago massone e successivamente fu ripreso, anni dopo, dal Segretario Generale della Repubblica Cispadana, ovvero Giuseppe Compagnoni. Il rapporto fra massoni, patrioti, ovvero fra Massoneria e Risorgimento è così stretto che noi italiani dobbiamo persino il nostro Inno nazionale agli ideali della Libera Muratoria. Colui che lo scrisse, ovvero il giovane patriota della Repubblica Romana, Goffredo Mameli, era Massone e quel “Fratelli d’Italia” è un chiarissimo e palese riferimento agli ideali di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà, che accomunava i massoni durante le lotte mazziniane e garibaldine per la liberazione dal giogo straniero e clericale. Il “Canto degli Italiani” o “Inno di Mameli” sarà successivamente musicato da un anche lui Massone: Michele Novaro, ligure anch’egli, il quale, dopo una vita di stenti, nella quale destinò molti dei suoi proventi di musicista alle imprese garibaldine, morì in completa povertà.

La posizione di Mazzini, anche se la Rivista della Massoneria lo definisce più volte “Fratello”, invece è più dubbia rispetto all’appartenenza massonica. Ma non si può ignorare la notizia secondo la quale nel 1834 gli Illuminati di Baviera avrebbero affidato a Mazzini la direzione del loro Programma rivoluzionario mondiale, direzione che avrebbe tenuto fino al 1872, anno della morte. Dal 1840 questa “direzione” fu tenuta con la collaborazione del generale Albert Pike, col quale, nel 1870, diede origine al Rito Palladio, rito massonico (un esempio eclatante di influenza attiva della Gnosi massonica nell’organizzazione sociale del mondo). E, nel movimento generatore dell’Unità d’Italia, solo una fortissima connotazione massonica spiega l’appoggio decisivo che questo, attraverso le logge britanniche, ottenne dall’Inghilterra, la cui politica fu influenzatissima da Mazzini, il cui intervento, in termini di finanziamento, fu più che decisivo (è noto che la spedizione dei Mille fu resa possibile dal versamento di tre milioni di franchi francesi, convertiti, per coprirne l’origine, in piastre turche).

A causa degli scandali che hanno portato il Massone contemporaneo, soprattutto italiano, quasi ad essere paragonato ai mafiosi, ai camorristi, alla gente di malaffare e d’intrigo comune, in un  immaginario collettivo pilotato dai mass-media, compiacenti e subordinati a quei poteri politici che mal sopportano una Società iniziatica che può influenzare il sociale da un punto di vista “superiore”, attraverso una vera e propria Gnosi (già il fascismo lo fece, ma non ebbe la sottigliezza contemporanea del farlo nel nome di una finta democraticità), il Massone si è sentito intimidito, braccato, alla ricerca di “goffe” trasparenze, esibizioni pubbliche, “apertura” delle Sacre Soglie dei Templi, come se dovesse “pagare” nei confronti della società civile. Fu addirittura rinnegato il senso del Segreto, di matrice tutta iniziatico-spirituale, confuso dagli stessi Massoni come sinonimo di “inciucio”. Giungere a tanta degenerescenza massonica era l’obbiettivo di certa Chiesa, di certe lobbies politiche, di certi gruppi economici che con la catastrofe della P2 vincevano così una scellerata battaglia per il predominio. Le loro “P2”, senza titolo o distintivo, erano ben più pericolose e vinsero nei confronti di una Massoneria che aveva accantonato del tutto il suo esoterismo, la sua ritualità. La Gnosi non era più tale, quella Massoneria non era più Sacra. La P2, con il suo scandalo, bloccò di fatto l’influenza della Gnosi massonica  nella società italiana, facendo richiudere i Massoni a riccio nei Templi, o portandoli a indecenti “balletti e sfilate” alla ricerca di uno squallido quanto improbabile consenso. Lo scandalo conseguente al ritrovamento della lista della P2 fu senza precedenti. La listafu giudicata attendibile, ma incompleta. Dalle sinistre italiane si era prontamente levata una intensa campagna d’accusa (che forzava verso un riconoscimento del coinvolgimento di esponenti del Partito Socialista Italiano, “concorrente” a sinistra del Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer). Soprattutto i comunisti avevano da recriminare, contro un organismo che clandestinamente lavorava per la loro espulsione dalla società civile italiana, e non risparmiarono accuse di golpismo e di prono asservimento ad interessi di potenze straniere. La Loggia fu accusata di fare un uso privato della funzione pubblica da parte di alcuni apparati dello Stato ad essa legati. Altri politici, tra cui Bettino Craxi, massimo dirigente del Partito Socialista Italiano e alcuni deputati della Democrazia Cristiana, attaccarono invece l’operato della Magistratura, accusandola di aver dato per scontato la veridicità di tutta la lista che invece, secondo Craxi, mischiava “notori farabutti a galantuomini” . Si ebbe quindi una sorta di epurazione di Massoni dalle cose pubbliche, come se la sola appartenenza fosse reato e marchio d’infamia. I Massoni, per l’opinione pubblica, erano, addirittura tutti, un punto di riferimento in Italia per ambienti dei servizi segreti americani intenzionati a tenere sotto controllo la vita politica italiana fino al punto, se necessario, di promuovere riforme costituzionali apposite o di organizzare un colpo di Stato. Massimo Teodori scrisse: “…la Loggia P2 non è stata  un’organizzazione per delinquere esterna ai partiti ma interna alla classe dirigente.

La posta in gioco per la P2 è stata il potere e il suo esercizio illegittimo e occulto con  l’uso di ricatti, di rapine su larga scala, di attività eversive e di giganteschi imbrogli finanziari fino al ricorso alla eliminazione fisica“. Ma gli appartenenti alla P2 e Gelli furono assolti con formula piena dalle accuse di “complotto ai danni dello Stato” con le sentenze della Corte d’Assise di Roma fra il 1994 ed il 1996.

Nonostante le successive inchieste giudiziarie abbiano in parte rinnegato le conclusioni della Commissione di inchiesta parlamentare presieduta da Tina Anselmi, tendendo a ridimensionare fortemente l’influenza della loggia, ed escludendone il coinvolgimento in azioni a delinquere, la “frittata era fatta” e gli interessi di quegli ambienti ecclesiastici, economici e politici che da secoli vedevano i Massoni come una grave interferenza nella loro gestione del potere, furono pienamente soddisfatti.

La Massoneria era stata battuta e questo, a nostro avviso, successe per un indirizzo agnostico, desacralizzato, depotenziato di quella Gnosi che, nei secoli, aveva reso l’azione massonica irrefrenabile; era mancata un’azione improntata ai Sacri Ideali, quelli che ancora oggi si conservano nelle Logge più esclusive e nei loro intramontabili Simboli. La P2, ridotta a lobbie politico-complottistica, mista tra ingenuità ed ambizione, fu sconfitta da un lobbismo più forte, cioè da quel lobbismo fatto da vere azioni di pressione politica sulle cariche detenenti il potere affinché orientassero le loro scelte di conduzione della Nazione in direzione favorevole ai lobbisti: la P2 fu sconfitta soprattutto dal lobbismo economico di comunità che non hanno mai perso l’influenza nei destini delle Società e degli Stati. Gelli, in un’intervista rilasciata a la Repubblica nel 2003, durante il Governo Berlusconi II, dichiarò: “Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso:ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa in 53 punti“. Non sta a questo nostro scritto giudicare, la storia lo farà, ma l’intervento massonico nella società, senza il supporto della Gnosi massonica, senza la giusta discendenza dai “Sacri ideali” e il supporto della “Sacra azione rituale”, può portare a degenerazioni che poco, alla fine, hanno a che fare con la Massoneria e con i suoi scopi, addirittura divenendo strumento di interessi opposti e perversi che, di conseguenza, portano un terribile danno all’intera Istituzione, danno sia d’immagine che di sostanza. Purtroppo, nei nostri giorni, gli uomini hanno dimenticato la propria origine divina, e si comportano come se la vita fosse un evento casuale senza significato alcuno; con questo atteggiamento l’uomo finisce come una nave alla deriva. Gli avvenimenti quotidiani personali e sociali, sembrano allora senza spiegazione e giustificazione, facendo perdere all’individuo il senso del regolo, del filo a piombo, il senso di quale sia la direzione da seguire. Quali pietre occorrono al Tempio? Quale Tempio bisogna edificare? Ma c’è un Tempio? L’uomo si convince, scollegato dalla Gnosi, di essere diverso da quello che è, perdendo, giorno dopo giorno, la propria dignità e la propria concezione della Verità.

Provare a risvegliare e a diffondere la Gnosi oggi, in tempi come questi, di caduta libera e di perdita di ogni significato e discendenza, tempi in cui l’uomo sta toccando il fondo a causa di tutte le ignominie di cui si sta rendendo capace, avrebbe come alto scopo quello di “risvegliare” le coscienze dal moderno sonno mortale che le tiene imprigionate; a ridonare, almeno ai migliori, ciò a cui l’Uomo avrebbe sempre e comunque diritto: la Consapevolezza. In un mondo che si sta identificando con la mancanza di punti di riferimento, di valori e d’idee per il domani, le antiche e sacre domande: “Chi siamo ? Da dove veniamo ? Dove stiamo andando?” devono ricomparire nelle coscienze per essere risveglianti, rivificanti e risolutive per la salvezza della società. E per quei Massoni che vogliono riscoprire la loro antica

Gnosi per operare su loro stessi e nel mondo, bisognerà rappresentare un nuovo, ma antichissimo Credo, base e senso dell’azione delle Officine, che dovrebbe, a nostro avviso, essere concepito in questo modo:

–   Credo fermamente negli Ideali massonici a cui ho prestato giuramento.

–   Credo fermamente in  una  Massoneria  che,  pur  ritenendolo  vitale,  non  si    esaurisca nel solo  Perimetro  Sacro del  Tempio,  ma che porti  all’ esterno la  propria Forza,  Bellezza e  Sapienza.

–  Credo fermamente in una Massoneria che agisca operativamente nella Società   profana  con uomini  integerrimi,  sapienti,  liberi  e  di  buoni  costumi,  portatori  dei  Sacri  Ideali,  per  il  “Bene dell’Umanità e A G D G A D U∴”

Viviamo in un mondo profanizzato in  ogni particolare, dove le leve del potere sono nelle mani di pochi uomini, troppo spesso non illuminati dalla Luce della Sapienza.

La politica, con collegamenti interpersonali, mette ai posti di comando uomini scellerati. Non è certo questo scritto che dovrà ricordare la Storia della Gnosi massonica: la società e la cultura che l’ha formata è stata, in passato, quasi sempre gestita dai Liberi Muratori, “liberi e di buoni costumi”, disinteressatamente, per realizzare le grandi “cattedrali ideali” di Società giuste e perfette. La Massoneria e i Suoi iniziati vorremmo che ricominciassero ad operare, oggi come allora, tramite uomini portatori di Sacri Ideali che, nei vari campi, abbiano la forza di influenzare, indirizzare verso il Bene, le scelte della società. Che lo si possa fare con l’esempio e l’operatività nel proprio settore; che lo si possa fare attraverso l’avvento di uomini di potere illuminati dalla nostra Scienza muratoria; che lo si faccia con scritti; che lo si faccia con l’ influenza magistrale sui profani; i metodi poco importano e vanno delineati caso per caso, nel nome dei nostri Sacri Ideali, per riprendere questa grande avventura a cui siamo stati sempre votati, avventura di rinnovamento della “Polis”. I Massoni più qualificati e affidabili potrebbero essere di nuovo utilizzati operativamente per il Bene dell’Umanità, per cercare di realizzare il sogno di influenzare (nel senso positivo del termine) i centri del potere profano affinché si operi nel senso della giustizia e del buongoverno. Mi sembra, questo, un compito antico della nostra Istituzione, foriero delle più grandi conquiste dell’ Umanità.

Oggi l’impressione è che si preferisca il “salotto esoterico” all’azione iniziatica.

Siamo coscienti che non è facile, ma per aspera ad astra. Per dirla con Claudiano: ” Armat spina rosas/ mella tegunt apes/ crescunt difficili gaudia iurgio/ accenditque magis,  quae refugit, Venus. (le rose sono difese dalle spine; le api tengono celato il miele; dai contrasti aspri nasce la gioia del trionfo; quando Venere fugge, maggiormente infiamma i cuori.). E questo recupero non facile dell’operatività dei Sacri Ideali, si dovrebbe tentare con Iniziati politicamente non legati né a “parrocchie”, né a partiti politici, che si dovrebbero sentire idealmente di appartenere solo e soltanto alla Massoneria e ai Suoi universali ideali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, nel rispetto delle Leggi e della Costituzione dello Stato, con la voglia di mettere in atto un impegno altissimo, nascente dalla volontà di operare con le nostre tecniche, il nostro senso della rettitudine e della giustizia, i nostri Sacri principi, di operare con la nostra Gnosi, insomma, al fine di salvare una società allo sbando totale. Nel meglio della società civile, in quella gente non ancora annientata ed alienata completamente dalle volontà “sataniche” di chi vuole ridurre l’uomo ad uno schiavo,  c’è voglia di “portatori di luce“, un gran desiderio di avere risposte a quelle domande ancestrali che si possono ottenere solo attraverso la messa in opera reale delle energie e delle vibrazioni sgorganti in noi dalle parole: Conoscenza, Ricerca, Verità, Gnosi.

Sergio R. 33