Voglio subito precisare che la mia visione di un tema così ampio,  vasto, trattato da molteplici scrittori e pensatori, non è, e non vuole essere né da antropologo, né da storico, tanto meno da filosofo: non ne avrei le capacità e non è comunque il mio obbiettivo.  Mi sono prefissato di trattare il tema con brevi considerazioni, che ben altro spazio meriterebbero, dall’ottica dell’ artista compositore di musica, quale io sono, e dell’ Iniziato, secondo conoscenze tramandate dalle varie Tradizioni a cui mi sono avvicinato.

Anni fa scrissi un brano per Orchestra in occasione di un invito che  ebbi, insieme ad altri compositori, da una nota Istituzione milanese, a comporre un brano sul tema DIO. Prima rifiutai, poi mi lasciai convincere, scrivendo un brano che alla fine intitolai, scandalizzando molti superficiali, D’IO.

Subito gli sciocchi mi diedero del megalomane senza voler neanche provare a intuire che il titolo indicava un qualcosa che io sento soprattutto in me e non fuori di me, nonostante il meraviglioso libro sacro della natura e dell’umanità, di cui mi sento partecipe. Ne feci, in quell’opera musicale, una ricerca tutta interiore.

E dire, e questi poco accorti neanche se ne erano accorti (chiedo scusa per il gioco di parole), che quel titolo si accompagnava al sottotitolo:

-Tibi Silentium Laus- frase tratta dal 2° versetto del Salmo 65, che  avevo trovata scritta sul frontale di una fontanella tra le montagne dell’Appennino abruzzese.

Se avessi preso alla lettera il frammento di versetto, avrei dovuto fermarmi e, da uomo del suono, smettere subito di scrivere. Ma non lo feci. Cercai di interpretare anche quel Silentium sacro che solo può  ergersi a lode. Dovevo far tacere il rumore delle passioni, le note pensate con la tecnica e l’arte dell’estetica, dovevo fare “vuoto” per far vibrare il “suono” che sarebbe affiorato da solo, dentro di me. Non ero io che dovevo trovare i suoni, ma i suoni che dovevano trovare me.

Capii perché il Nome Sacro era impronunciabile.

Il nome ineffabile e impronunciabile: yodh-he-waw-he rappresentava una vibrazione di potenza creatrice. Non stava  all’uomo, la creatura creata da una Sua emanazione vibratoria, poterlo evocare: era il generatore del Verbo, aveva bisogno di intermediari sonori e di potenza. Come un’onda sonora ha bisogno di un amplificatore fisico (strumento) o elettronico.

La Tradizione Ermetica e la magia cerimoniale hanno indicato ed insegnato vari suoni che se pronunciati hanno una forte potenza  magica. Ad esempio le lettere I e R anche come RI e IR. Infatti esse sono presenti nelle parole sacre Kirie e Christe (non è un caso che la

Messa nella lingua latina conservi il Kirie greco: è una scelta di sonorità magico-rituali). Così pure le parole Myriam-Mariam, Maria, Uriel, INRI (sia come Igne Natura Renovatur Integra e Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum).

Nome impronunciabile, quindi a Esso si addice il silenzio.

Ma perché?

  1. En arké èn o’ lògos, kai ‘o lògos én pros Theòs, kai theos én ‘o lògos

In principio erat Verbum, et Verbum erat apud deum et Verbum  erat Deum (Deus erat Verbum)

In Principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era  Dio (e Dio era il Verbo)                1° versetto Vangelo di Giovanni.

Proviamo ad analizzare le Sacre Parole:

In principio era il Verbo 

Una VIBRAZIONE.

Il nulla viene scosso da una vibrazione, un suono. Un atto di volontà del Nume Superno, Jhavè?… O altro?…

Facciamo un esempio acustico. Prendiamo come modello un movimento oscillatorio (una corda), generato da un’ Energia autogenerante. E qua scatta il Mistero su cui si fonda la “Fede”. Devi

prevedere qualcosa di increato, anzi autocreante, inspiegabile, da ammettere come postulato.

Ma proviamo a formulare un’altra idea. Ci basiamo sempre sull’acustica, riferendoci alla cosiddetta “Vibrazione per Simpatia”. E’  un fenomeno inquietante, ma esistente in natura e facilmente dimostrabile. Un corpo vibrante, cioè capace di emettere suono oscillando, se viene sollecitato da una vibrazione generante la sua stessa frequenza oscillatoria (e così pure dei suoi “formantiarmonici”), comincia ad oscillare, a vibrare, senza essere stato stimolato da alcunché se non l’oscillazione “madre”. Si potrebbe facilmente dire che l’oscillazione “madre” emette un’onda sonora che viaggia attraverso il trasmettitore di onde che è l’aria che, con la sua massa, tocca il secondo corpo vibrante, mandandolo in movimento oscillatorio e vibrante; ma, e qui sta il punto: il fenomeno della  “Vibrazione per Simpatia” avviene anche in mancanza d’aria o di qualsiasi composto gassoso, nel vuoto assoluto. Quindi? La scienza ancora non risponde.

Se questo è vero, come è vero, nel caso della “Vibrazione primordiale” quella emessa dallo Jhavè, Nume Superno, creatore dell’Universo,  questa è frutto di una volontà di un principio autogenerante o di un riflesso vibratorio “per Simpatia” proveniente da altre dimensioni?

Magari prodotto da uno, o più altri Artefici? Per via telepatica,  energetica, extra dimensionale? Questioni aperte e irrisolte dalla notte dei tempi, o con soluzioni ri-velate in altissimi Segreti iniziatici. Se avessimo già questa risposta …”svolacchieremmo” in giro per

l’Universo e le pluri dimensioni.

Due ipotesi possibili.

E’ possibile tanto una Vibrazione primordiale prodotta da un’ Energia di Volontà così potente da essere autogenerante, quanto unaVibrazione primordiale formatasi per “Simpatia” con altre Vibrazioni extra dimensionali, di Universi paralleli.

Come è possibile tutt’altro. Comunque nella Tradizione iniziatica, questo Nome impronunciabile è il nome ineffabile dello Jhavè

Creatore, l’Artefice del mondo manifesto e materiale e di tutto l’altro  ipotizzabile.

Molte Tradizioni (una su tutte proveniente da Oriente, dalle Upanishad) considerano tecnicamente la Vibrazione primordiale, identificabile con l’ emissione della sillaba AOM da molti pronunciata

OM e, soprattutto in occidente, pronunciata AM.

Colui che non conosce la sillaba imperitura del Veda, quel punto supremo presso il quale vivono tutti gli Dei, che cosa egli ha a che fare con il Veda? Solo coloro che la conoscono siedono qui pacificamente riuniti tra gli Eletti “

Oppure:

” … il ” VERBO, l’OM ” si assesta nel seno della vergine e si fa carne nel Figlio” 

(Yogacharya Ekanathananda)

Nel rovesciamento che, si considera ritualmente, avviene sempre nel  Mondo speculare del Manifesto, la sillaba primordiale diviene MA, radice del sanscrito “Manas” la mente, Mahatma il maestro, e, nell’arabo, Mohamed (Maometto, pronunciato Mahàmmed), solo per  citarne alcuni esempi, che si attestano come princìpi maschili in queste culture d’oriente; invece, nell’occidente culturale, la sillaba si manifesta nell’ebraico Mariam (Myriam), o nel latino, Matrix, Mater,

Maris, Maria, creando tutti princìpi generatori femminili a significare che Dio (come disse, scandalizzando, Giovanni Paolo I, Albino Luciani) è  soprattutto MADRE. Ma questo ci porta troppo lontano…

E il Verbo era Presso Dio

In fisica acustica ogni suono udibile non è una monade, un sistema autonomo ed unico, bensì la sommatoria di molteplici fenomeni sonori che, emettendo onde sinusoidali autonome e a frequenze  diverse dal suono che udiamo, “formano” il suono percepito. E il fenomeno, su cui meditare profondamente, è rappresentato dal fatto che è lo stesso suono generato che li produce. Un principio di circolarità autogenerante all’infinito. I suoni prodotti, che generano il suono che udiamo, si chiamano “suoni armonici” o “formanti”; il suono prodotto e producente si chiama “fondamentale” o “risultante”. Quindi quei suoni “armonici”, molteplici, sono “presso” il suono risultante, cioè quello che noi percepiamo, ma sono parimenti IL suono che percepiamo. Reciprocità circolare, quindi autogenerante. E questo avviene in natura, non nell’astratto.

 – e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio-

Le 72 “Emissioni” Divine, secondo la Tradizione ebraica, quelle che vengono “emesse”, appunto, dalla Vibrazione primaria, Dio, l’  impronunciabile Jhavè,  in acustica verrebbero chiamate “armonici” o “formanti” e il Mondo manifesto “risultante” o “fondamentale, con un

processo di reciprocità che fa in modo che il Dio  creatore produca le  72 “Emissioni” e da esse ne venga a sua volta “formato”. Ecco il principio di autogenerazione. Questi “suoni formanti, armonici”. costitutivi del suono “fondamentale” sono CIASCUNO UN DIO che è “presso il Verbo” che a sua volta è lògos én pros Theòs, cioè Verbo presso Dio. Lo Jhavè emette le 72 Entità divine e da esse è formato, reso possibile. Le 72 Entità sono “presso” Dio, perché da Esso emesse, e parimenti sono Dio perché lo costituiscono, lo formano.

E il Verbo era Dio

L’emanazione della Vibrazione Primigenia pervade le sue Creature Divine, gli Altissimi, e diventa tutt’uno con essi che portano nei loro  luoghi – dimensione, oltre la spirale del nostro Universo,  la Forza e l’Essenza dell’Entità primigenia e impronunciabile, Jhavè.

Questo, secondo la Tradizione ebraica, ma non solo ebraica. Parliamo del nostro “Uni-verso” perché va da sé che con questa concezione Sacra e Tradizionale, la Manifestazione si esprime in una spirale ascensionale direzionata in un solo “verso”: già nel “verso” contrario potremmo avere un’altra forma dimensionale. E così nel “verso” discendente, anziché ascendente.

L’emettitore degli Uni-versi è l’unica Essenza primordiale: la Vibrazione chiamata Jhavè, il cui nome è pronunciabile solo e soltanto  dal Gran Sacerdote del Tempio, nel Santo dei Santi, una volta l’anno. Il suono è Sacro e non va né profanato, né disperso.

  1. Le 72 Emissioni del Verbo:

Dal brano della Genesi 28,10-22 è derivata la prima ricerca degli  studiosi sui 72 Nomi, che si considerano provenienti idealmente dalla narrazione del sogno di Giacobbe e della Scala ascensionale presente nello stesso sogno. Secondo la tradizione orale, i pioli della scala vista

da Giacobbe erano 72: la via per la risalita dell’uomo verso il divino. Si arrivò a individuare un unico brano della Torà che conteneva tre versetti consecutivi, ciascuno formato da 72 caratteri. Ciascuno di questi caratteri è un suono evocante una Divinità emanata. Inoltre il brano dell’Esodo in questione (14- 19,20,21), inerente alla separazione delle acque da parte di Mosè, ci ri-vela, nelle interpretazioni iniziatiche per lo più segrete, come ogni suono abbia la potenza vibratoria di intervenire nel sistema subatomico cellulare della materia, producendo mirabili mutazioni che, come dice Kremmerz, sono considerati miracoli solo perché ancora non ne si conosce il meccanismo di attuazione naturale. Con l’azione vibratoria  “subatomica”, attraverso l’evocazione magico rituale del VERO suono  magico dei Nomi, si creano quelli che la tradizione exoterica classifica come prodigi. Invece è una tecnica, null’altro che questo.

Nell’Apocrifo di Tommaso, si narra che Jheshuà, Gesù, rispondesse alla domanda di Tommaso, Dìdimo, il gemello, in maniera netta e precisa. Tommaso domandò: “Rabbi la dimostrazione che Tu sei il Figlio di Dio è stata data dal fatto che hai resuscitato Lazzaro?” “No Dìdimo, quella è tekné”, cioè arte, tecnica, quindi scienza naturale.

Tornando ai Nomi Sacri, essi hanno una forza sonora vibratoria magica operativa e, parallelamente, una identificazione che porta il significato dell’operazione a cui sono destinati.

Così in Latino abbiamo, come sintesi dell’operazione-azione a cui sono preposti, i Nomi-Emanazione di:

Absconditus – il Nascosto nelle Tenebre;

Adorandus – Colui che è da Adorare;

Mirabilis – il Mirabile;

Largitor – Colui che Dona;

Solus – il Dio Solitario;

Refugium – il Dio di Rifugio;

Erector – il Dio che Rende Eretti (per molti Lucifero).

Ecc…

Una classificazione, come spesso nel mondo spirituale romano (da cui scaturirà il Cristianesimo exoterico cattolico), più concettuale che magica.

E invece in Ebraico, che è la fonte sonora semi originale, abbiamo:

Adonai – che significa i Signori

Sabaoth – Signore delle schiere o Dio dell’Universo manifesto.

Ein Sof – che significa il Dio dell’Infinito

El – che è la principale divinità dei Cananei, chiamato anche toro o

vitello e rappresentato con questi due animali.

El Chai – che significa il Vivo.

E-l da’ot – il Dio che dà la conoscenza

Elohim – che significa gli Dei, dalla religione politeistica della terra di Canaan ed ereditato dagli Ebrei del regno settentrionale di Israele. Per molte Tradizioni Iniziatiche è il Dio della Terra, L’Enkil assiro. Il fattore manuale della materia. Per molti le Elohim (al femminile)

Eloah – che è la forma singolare di Elohim. Deriva da El, la già menzionata principale divinità dei Cananei. Ci sono connessioni, storiche, geografiche, di pronuncia e di radice, con le parola Allha

(Eloah si può pronunciare anche Alah).

Shadday – antico nome di un Dio dell’epoca patriarcale. Incerto il suo significato; alcuni vi leggono “che ha detto basta al Suo mondo”

(Sheamar le’olamo daï) (Talmud Hagiga, secondo capitolo).

E il “politeismo” nella Bibbia continua:

Deut.10/17 “Dio e Dio degli dèi”; (presumibilmente lo Jhavè)

Esodo.20 “Non avrai altri dèi di fronte a me”; (presumibilmente  Elohim)

2Cr2/4”Il nostro Dio e più grande di tutti gli dèi”; (presumibilmente Adonai)

Salmi86/8 “Nessuno c’e fra gli dèi, o Signore, che sia simile a te”; (idem)

Salmi136/1 “Lodate il dio degli dèi”; (presumibilmente Jhavè)

Salmi82(81)/1 “Dio si erige nell’assemblea divina, in mezzo agli dèi emana la sua sentenza”; (presumibilmente Elohim)

Salmo82(81)/6 “Io riflettei: siete dèi, Altissimi, tutti figli del Nume Supremo” (presumibilmente figli di Jhavè);

Salmo96(95)/4 “Poiché grande il Signore … tremendo al di sopra di tutti gli dèi”; (presumibilmente Adonai)

Salmo97(96)/7 “Sono prostrati davanti a lui tutti gli dèi”;  (presumibilmente Jhavè)

Dan.4/5”Nabucodònosor racconta … alla fine viene alla mia presenza Daniele, che aveva nome Baltasar, dal nome del mio Dio e nel quale è lo spirito degli dèi santi”; (presumibilmente Elohim)

Deut.32/17 “Sacrificano ai demoni, che non sono Dio, a dèi che non conoscono, nuovi, venuti da poco, che non hanno temuto i vostri padri”.

(… Non male per una religione monoteistica…)

La confusione con i 72 Nomi degli Angeli, altre Entità, è volutamente  fatta per nascondere questa visione politeistica dell’ebraismo segreto.

 

  1. Il Grande Architetto dell’Universo dei Massoni

Nella Massoneria antica e Spirituale si diceva : Grande Architetto DEGLI UNIVERSI, così come Grande Artefice DEI MONDI. Ci sembra chiaro che si parli del Nume Supremo ed ineffabile, del Verbo generatore, del Nome impronunciabile, Jhavè, e non degli Dèi emanati.

Non si tratta di Adonai, nè di Elohim ne del Deus Solus ecc.

E’ il PRINCIPIO, il VERBO, la VIBRAZIONE primordiale

Questa è l’ Energia Suprema e Universale che và al di là delle confessionalità, sopra alle Religioni, alla Storia, Principio Universale di questo e di altri mondi.

Egli dalla fonte vibratoria primordiale si scinde in due opposti che sono semirette che vanno all’infinito. Non succederebbe nulla se i due princìpi, che chiamiamo femminile e maschile, Iside e Osiride, Sole e Luna, non si mettessero in contatto con quella linea orizzontale che li connette: la relazione generata dal punto di vista dell’Uomo, che produce la Manifestazione.

Ecco il TRIANGOLO CREATORE E CREANTE.

La Vibrazione primigenia, scissa nei due opposti che soli  generano l’affermazione e la negazione della Manifestazione, si manifesta tramite la messa in relazione della terza linea, il punto di

vista, o di ascolto interiore, che viene generata dall’Uomo, tramite soprattutto l’attività rituale tradizionale, tramandataci dal “non umano” come dice Guénon.

Così vale per il Simbolo della croce che è la manifestazione della relazione tra due opposti verticale e orizzontale relazionati e “impietriti”, cioè materializzati, dal punto al centro che ne blocca la “volatilità” verso l’infinito, punto al centro chiamato dagli ermetisti “Quintessenza” e dagli Alchimisti di scuola orientale, “Akashà”.

 

Così come il Sigillo di Salomone, o Stella di Davide, che è l’ “impietrimento”, la manifestazione in materia di due triangoli a direzionalità opposta, uno ascendente e uno discendente.

La terza energia, quella che si manifesta, è data dal punto di blocco generato dall’incrocio dei triangoli che, con l’equivalenza di spinta, si arrestano nella loro direzionalità “impietrendosi”, appunto.

Anche nel Tempio massonico si possono considerare come simbolo dello sdoppiamento dell’Uno, le due Colonne Jakin e Boaz, “fissate”, come direbbero gli alchimisti, dall’azione del Rito.

Il nostro GADU, dando per buone le suddette considerazioni, dunque, è, e non può essere altri, che yodh-he-waw-he l’Ineffabile e impronunciabile JHAVE’.

Il versetto Sacro dell’apertura del Vangelo esoterico di Giovanni l’Evangelista, ce ne parla, di Lui e dei suoi “Figli divini”, coloro che sono “presso” e contemporaneamente “sono” il Nume Supremo.

Mosè nel Primo Comandamento, quando dice: “Io sono il Signore Dio tuo” (quindi ce ne sono altri), hyeh lecha elohim acherim al panay, non avrai altro Elohim all’infuori di me, ancora dichiara che Colui che  parla è il Dio della terra, il fattore della nostra Creazione, per Emissione del Principio Universale. Ce ne sono altri di Déi, nei mondi, con altri compiti e nature, e Colui che scrive le Tavole della legge, Colui  che parla, si dichiara proprio attraverso il proprio nome:

Elohim.

Gli Iniziati di varie discendenze tradizionali, invece, nelle loro operazioni magiche e sacerdotali, oltre agli Déi emanati, chiamati da queste varie Tradizioni, “Altissimi”, (compreso l’ Elhoim), invocano il  Nume, il PRINCIPIO, il Grande Architetto DEGLI UNIVERSI, che fu evocato anche con le sacre parole che ben conosciamo, ma quasi mai comprendiamo:

PADRE NOSTRO ( di tutti i mondi visibili ed invisibili)

CHE SEI NEI CIELI (che immutabile risuoni lassù vibrando perennemente e  sostenendo con la Tua Vibrazione il Creato)

SIA SANTIFICATO IL TUO NOME (che sia pensato, meditato, mai pronunciato e invece venerato, affinché la vibrazione sia costante ed eterna)

VENGA IL TUO REGNO (che sia su questa terra, come dovunque, affinché la Tua Sacra Vibrazione, che si chiama Esistere, pervada ogni cosa e ogni dimensione)

SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ (quella Volontà che vibrando perennemente genera il suono della volontà, senza la quale non vibreresti, senza il qual suono  tutto cessa)

COME IN CIELO (lì in Te e presso di Te negli Altissimi da Te emanati)

COSI’ IN TERRA (quaggiù da noi, minima Terra, con le sue creature che senza la Tua energia vibratoria perenne non potrebbero né esistere né operare e tanto  meno dare un riflesso della Tua Emanazione infusa nell’Uomo, che da noi e in noi si chiama AMORE)  JHAVE’ .          

AMEN                                              

 

S.R.

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